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I programmi strategici: esempi di metodi didattici
in psicologia cognitiva
Esistono numerosi metodi complessi che sono nati allo scopo
di guidare l’attività di studio. Il SQ4R è storicamente il primo
metodo di studio e dopo la prima formulazione (1946) è stato
successivamente rivisto in base ai modelli di funzionamento co-
gnitivo elaborati successivamente. Questo metodo propone che
lo studio si articoli in 6 momenti:
1. sfogliare il materiale (survey);
2. porsi delle domane (questions);
3. leggere una prima volta il testo (read);
4. leggere di nuovo analizzando bene il testo (re-read);
5. ripetere ad alta voce appena finito di leggere (recite);
6. rivedere il materiale (review).

L’autore (Robinson, 1970) integra questi sei passi sottoli-
neando l’importanza di una corretta motivazione allo studio,
della concentrazione, e della programmazione più globale della
propria attività di studio. Uno dei sei passi riveste un’importan-
za cruciale ai fini di una facilitazione dell’apprendimento nel
corso dello studio: si tratta del ripetere e rielaborare il testo ap-
pena finito di leggere. Come si diceva, tale efficacia trova la sua
giustificazione in una legge che governa la memoria: il cercare
di recuperare rappresenta l’unica fonte attendibile per valutare
quanto si conosce. Oltre a questo, il rielaborare nel corso della
ripetizione permette di riorganizzare il contenuto in modo da
formarsi uno schema del contenuto e da collegare le nuove in-
formazioni con le informazioni già esistenti in memoria. Infine
la sua efficacia dipende anche dal fatto che gli studenti si crea-
no delle aspettative rispetto al contenuto, aspettative che avreb-
bero la funzione di “organizzatori anticipati”. Come già spiega-
to in precedenza, un organizzatore anticipato è un suggerimen-
to, un’informazione, che permette di attivare degli schemi di
conoscenza relativi al tema che verrà poi trattato. È stato di-
mostrato per esempio che il titolo di un brano riveste la funzio-
ne di organizzatore anticipato. Infatti se noi ci accingiamo a
studiare per la prima volta un capitolo che si intitola Il conflitto
tra papato e impero, possiamo fin dall’inizio pensare che ci sono
due contendenti per un qualcosa (e scopriremo nel corso della
lettura cosa sia questo qualcosa), che uno dei due contendenti è
il papa, o il suo governo, e l’alto è l’imperatore, o il suo go-
verno. Ci creiamo quindi uno schema mentale per cui ci saran-
no conflitti, forse guerre, e ci aspettiamo che ci siano di mezzo
potere, denaro, o terre a cui entrambi i contendenti aspirano.
Gli organizzatori anticipati sono strumenti cognitivi di grande
utilità perché, come si diceva, attivando le conoscenze e gli
schemi preesistenti, facilitano la comprensione e l’apprendimen-
to sia rendendoli più rapidi, sia rendendoli più solidi.

Il metodo SQ4R è piuttosto completo ed efficace. Nonostan-
te la sua efficacia, tuttavia esso non sempre viene applicato per-
ché gli studenti lo valutano troppo dispendioso in termini di
tempo e di energie. Perché il metodo funzioni occorre quindi
un buon livello di motivazione all’uso. Dopo un certo periodo
di addestramento il metodo non richiede più un pesante di-
spendio di risorse cognitive, e viene attuato in modo quasi au-
tomatico. A questo punto la sua efficacia viene apprezzata sia
dagli insegnanti che dagli alunni.

Un secondo metodo di studio proposto per incrementare il
successo nello studio è noto con la sigla REAP
Esso ha come scopo portare lo studente a raggiungere un livello
profondo dicomprensione del materiale. Si assume che il ripetere ad alta
voce ad un’altra persona sia anche in questo caso un momento
cruciale perché avvenga una comprensione approfondita di ciò
che si va studiando. In effetti esiste nella nostra lingua il detto
“per imparare insegna”. Il ripetere ad altri perché questi capi-
scano comporta di necessità uno dei passi che abbiamo visto
essere fondamentali ai fini della comprensione: la riorganizza-
zione del materiale secondo uno schema. Solo attraverso questo
passaggio si può arrivare a rendere comprensibile il materiale
ad altri (oltre che a se stessi).

Il metodo ha la sigla REAP perché il processo di comprensione
secondo gli autori (Eanet, Manzo, 1976) richiede le seguenti fasi:

1. leggere (read) cercando già di fornire un inquadramento al
contenuto;
2. codificare l’informazione (encode) in modo da collegarla con
le proprie conoscenze (ossia ripetere quanto letto usando paro-
le proprie);
3. prendere appunti (annotate);
4. ripensare al contenuto elaborandolo in modo approfondito
(ponder).
Questo metodo propone fasi simili a quelle proposte dal
metodo SQ4R.
In particolare le fasi 2, 3 e 4 rispondono tutte,
sia pure con metodi diversi, allo stesso scopo: rielaborare il ma-
teriale. A questo fine le fasi 2 e 4 propongono di utilizzare
i propri schemi mentali e le proprie conoscenze, la fase 3 propo-
ne di organizzare il contenuto in modo personale.

Un altro metodo proposto in tempi più recenti è il metodo
MURDER, che è basato sull’apprendimento cooperativo tra stu-
denti. Anche in questo caso il nome è la sigla dei nomi delle
fasi che secondo l’autore (Dansereau, 1988) devono essere pre-
se in esame per facilitare l’apprendimento. In primo luogo oc-
corre creare un atteggiamento positivo nei confronti del mate-
riale che ci si accinge a studiare (mood). Questo momento, par-
zialmente implicito negli altri metodi presentati, è reso esplicito
da Dansereau. Si tratta di un aspetto importante dal momento
che la motivazione è una variabile che, come ci detta l’espe-
rienza, è cruciale perché un individuo impieghi tempo ed ener-
gie a svolgere un’azione. Motivare i ragazzi in modo positivo
nei confronti dell’attività di studio, anche se non facile, è uno
dei prerequisiti perché l’attività di insegnamento-apprendimen-
to abbia successo.

Secondo il metodo MURDER, occorre poi leggere cercando di
capire quali siano le idee principali proposte dal testo (under-
stand
). Si tratta anche in questo caso di attivare quel processo
di selezione e di creazione di uno schema del contenuto che
tutti i metodi ritengono uno degli strumenti chiave perché ci
sia comprensione e apprendimento. Un ulteriore momento con-
siste nel ripetere (recall). Qui viene riproposta l’attività di recu-
pero dalla memoria la quale sola permette di valutare in modo
accurato il grado di conoscenza che si possiede del materiale
fino a quel momento studiato. Ripetiamo che oltre alla funzione
valutativa, il ripetere senza guardare il testo permette di conso-
lidare la conoscenza del materiale. Maggiore il numero di ripe-
tizioni, maggiore sarà la stabilità di quanto si è appreso, e più
facile sarà poi accedere a queste conoscenze per poterle utiliz-
zare nei compiti e nella vita quotidiana. Il momento che questo
metodo presenta come immediatamente successivo è stretta-
mente legato alla fase di recupero dalla memoria. Si tratta infat-
ti di rivedere il testo per controllare la completezza e l’accura-
tezza di quanto si è ripetuto (detect). Tramite il recupero dalla
memoria a lungo termine si riesce a valutare in che misura
si padroneggi ciò che è già stato codificato e che è già rappre-
sentato in memoria. La fase di detect permette di verificare se ci
siano parti importanti del contenuto del testo che non sono sta-
te codificate, e che quindi vanno studiate con maggiore atten-
zione. La fase successiva (elaborate) consiste nell’impiego di
strategie per memorizzare. Si tratta di impiegare le strategie
semplici che sono state elencate in precedenza: rappresentare
graficamente lo schema dell’argomento, annotare, riassumere
quanto si conosce ecc. Una strategia da impiegare in questo
caso è anche la ripetizione, ma solo in questa fase, quando cioè
il materiale è stato capito. Tramite la ripetizione il materiale
passa più volte dalla memoria a breve e da questa alla memoria
a lungo termine. Si ottiene così un consolidamento del materia-
le che, come si accennava anche nel corso della parte prece-
dente, fa sì che si ottenga una rappresentazione così “forte” del
materiale da permettere di recuperarlo e utilizzarlo con estrema
facilità. L’autore propone inoltre strategie quali l’uso di schemi
(reticoli) di concetti, l’analisi dei concetti chiave e l’uso di para-
frasi, strategie che comportano una rielaborazione del materiale
che, come abbiamo visto, favorisce la comprensione profonda.
L’ultima fase che Dansereau propone per il suo metodo didatti-
co riguarda il rivedere il materiale, il ripasso (review).
Altri metodi sono stati proposti, ma ritengo che questi tre
possano essere sufficienti per capire che, sia pure con qualche
variazione, talvolta importante come nel caso dell’aggiunta della
motivazione e del rapporto cooperativo tra studenti del metodo
MURDER, tutti propongono le stesse attività principali. Se voles-
simo riassumere queste fasi in una sorta di “metodo generale”
di studio, potremmo dire che per studiare occorre avere un’ini-
ziale motivazione positiva verso l’attività che si sta per intra-
prendere, occorre poi leggere una prima volta il materiale, te-
nendo conto del titolo per avere una prima organizzazione di
massima dell’argomento. Occorre poi una fase di studio vero e
proprio che consiste in una lettura impegnata, tramite la quale
sia possibile individuare le idee principali proposte dal testo, e
in una riorganizzazione di tali idee in forma di schema che per-
metta di collegarle tra loro. Questo può essere ottenuto per
esempio attraverso il porre o porsi domande relative all’argo-
mento. Una fase ulteriore consiste nell’impiegare strategie di or-
ganizzazione e consolidamento del materiale in memoria, in
modo da collegarlo con le conoscenze preesistenti, e quindi
comprenderlo al meglio. In questo caso sia il crearsi schemi, sia
il formare associazioni, che vanno successivamente elaborate e
comprese, sia l’utilizzare strategie immaginative possono servire
allo scopo.
Occorre inoltre collegare le nuove informazioni con le in-
formazioni preesistenti, in modo da approfondire la compren-
sione e da esaminarne potenziali implicazioni. Questa fase va
sollecitata solo dopo che gli studenti si sono formati uno sche-
ma dell’argomento, altrimenti può risultare distorcente e di-
spersiva. Se svolta al momento giusto permette invece di “capi-
re” al meglio, in modo profondo. Una fase successiva, che per-
mette di consolidare le conoscenze e verificarne la comprensio-
ne e il livello di padronanza, è il recupero della memoria, ossia
la ripetizione ad alta voce. Questa viene seguita da un momen-
to di controllo della propria conoscenza fatto confrontando ciò
che si sa con quanto è scritto nel testo. Ho già insistito più vol-
te sull’importanza di questa fase. Qui intendo solo indicare che
il ripetere non serve solo per la preparazione alle interrogazioni
orali, e non rappresenta solo un allenamento ad esprimersi in
modo adeguato. Dal momento che serve a capire che cosa si
conosce e quanto si è appreso, rappresenta una fase necessaria
per l’apprendimento in ogni caso, indipendentemente dal tipo
di prova a cui lo studente sia sottoposto. Infine la fase ultima
di un “metodo generale” consiste in una revisione generale del
materiale e in un ripasso.
Questi metodi didattici si rifanno da un punto di ista teo-
rico a due aspetti principali. Da un lato fanno riferimento alle
conoscenze relative al funzionamento della nostra mente, che
sono state brevemente delineate nel corso della prima parte.
Questo è forse più evidente nel modello di Flowers e Hayes
(1981) che illustra le fasi del processo di studio in relazione al
contesto in cui lo studio si svolge (caratteristiche del testo e si-
tuazione di studio specifica).
Il modello è illustrato in Modello di Flower e Hayes (1981)
che illustra il funzionamento dei meccanismi cognitivi di controllo

Memoria a lungo termine:
– conoscenze precedenti sull’argomento
– conoscenze sul contesto
– conoscenze sul come studiare
– ecc.

Caratteristiche del testo:
1. materiale
2. leggibilità
3. organizzazione
4. caratteri tipografici
5. ecc.

Situazione di studio:
1. tempo di studio
2. preparazione
3. disturbo presente
4. temperatura
5. ecc.

Processi di studio :
Pianificazione dell’attività
e degli scopi dello studio:
1. scopi dello studio
2. scelta delle strategie
adeguate (ad esempio
sottolineare, creare
schemi ecc.)

Leggere, capire ecc.:
1. svolgimento di:
– lettura
– sottolineatura
– schematizzazione
– prendere appunti
– ecc.

Recupero e riesame:
1. impegno per stabilire:
– correttezza
– disponibilità dell’informazione
2. tentativi di recupero ecc.

Come si può vedere, il modello si compone di nuclei a loro
volta organizzati in sottonuclei. I nuclei principali riguardano il
processo di studio, la rappresentazione in memoria a lungo ter-
mine, e come terzo aspetto, il contesto di studio. In questo mo-
dello si ritrovano gli elementi di cui si è parlato sia nel corso
della prima parte (le componenti di base del processo di cono-
scenza), sia in questa parte del libro (le strategie). Esistono
però delle differenze. In primo luogo si sottolinea il ruolo della
memoria a lungo termine e delle conoscenze ivi rappresentate.
In secondo luogo si ricorda che i processi attivati nel corso del-
lo studio devono differenziarsi a seconda del materiale e della
situazione ambientale; infatti non è la stessa cosa studiare un
capitolo di analisi matematica ed uno di critica del cinema. In-
fine sottolineano un aspetto che, sebbene cruciale anche per i
metodi descritti sopra, era in essi rimasto in parte implicito: la
necessità di una continua opera di pianificazione e di controllo
dell’attività cognitiva. Questo è l’aspetto che rende i metodi di
studio qui proposti efficaci, nel senso che lo studente guida in
prima persona la propria attività di apprendimento, stabilendo
come vuole apprendere, che livello di conoscenza ritiene di po-
ter raggiungere, e sceglie in prima persona le strategie appro-
priate, valutando il livello e la profondità della propria com-
prensione e del proprio apprendimento man mano che procede
nell’apprendimento.
Questo tipo di funzione riguarda in modo più diretto il pia-
no metacognitivo...

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